Martedì, 10 Marzo 2015 10:16

Tolkien è un Classico della Letteratura? La risposta del nuovo libro di Effatà In evidenza

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E' uscito Tolkien e i Classici della casa editrice Effatà, un raccolta copiosa per un obiettivo ambizioso.

Il caso «Tolkien» è un fenomeno culturale davvero strano per varie ragioni. Sebbene da più di 30 anni sia entrato nel panorama degli studi accademici all'attenzione di filologi, mitologi, medievalisti, filosofi, teologi, psicologi perfino, poco o nulla delle sue opere è stato oggetto di critica letteraria pura. Il che è sorprendente, se si considera ad esempio che le strategie narrative di Tolkien, oggi collaudate e replicate con stili ed efficacia variabili da "successori di genere", sono del tutto sconosciute, secondo quelle modalità, prima che lui le metta in atto nella polifonia prospettica dei suoi personaggi. Oppure che le descrizioni dei paesaggi, minuziose, animate dalla coscienza dei personaggi ivi riflessa, hanno interessanti precedenti nei grandi romanzi dell'800 europeo, ma mai declinati nella romance epica. O ancora, il ruolo delle poesie e delle canzoni.

Si potrebbe proseguire per parecchie righe ad aprire questioni che riguardano la critica letteraria, come è già stato fatto del resto in più occasioni. Eccettuando gli studi sulle fiabe (soprattutto recenti), che chiamano in causa elementi che non riguardano la sola invenzione letteraria, l'invito della comunità degli studiosi tolkieniani non sembra mai essere stato preso in esame. Tutti i contributi, comunque interessanti, arrivano da profani appassionati e sono per lo più strutturali, di composizione, oppure studiano l'evoluzione cronologica degli scritti incompiuti.

La critica dominante non ha mai preso in considerazione la produzione di Tolkien al di là dei suoi effetti sul mercato editoriale: proprio il suo successo ha, fin dai primissimi anni, indispettito la critica letteraria, all'epoca caratterizzata da un gusto per il realismo di prosa specialmente nell'area anglosassone e di formazione tipicamente classica. Nonostante tutte le previsioni degli esperti di settore siano state smentite e Lo Hobbit Il Signore degli Anelli abbiano continuato per oltre 40, 50 e ormai 60 anni ad imporsi nei primissimi posti degli acquisti librari, per lo sbigottimento e la delusione dell'elité intellettuale occidentale di stampo letterario, non c'è stata una retromarcia, né un'apertura condivisa.

 

Anzi, il maggior esponente e teorico del Canone Occidentale - canone che propone di definire quali opere letterarie siano fondamentali per la storia dell'Occidente - Harold Bloom (in foto) ha sì dedicato a Tolkien un volumetto della sua serie Modern Critical Views ripubblicando capitoli di testi critici anche importanti (Shippey, Flieger, Burns), ma introducendo la pubblicazione con un moderato apprezzamento di Lo Hobbit in quanto "un'intelligente storia per bambini di tutte le età", mentre Il Signore degli Anelli sarebbe poco più più di un intricato rappresentate del proprio periodo storico. Viene da chiedersi se ha letto i contributi che ha voluto ripresentare, visto che non cita altri da Roger Sale. Non è necessario citare anche il suo volume Modern Critical Interpretation su Il Signore degli Anelli per far comprendere meglio l'opinione di Bloom (per il quale Il Silmarillion, un lavoro compositivo di 55-60 anni glosso-mitopoietico non merita alcun rilievo), secondo molti non-letterati già confutata anzitempo da Tom Shippey sia in La via per la Terra-di-Mezzo che in Autore del Secolo. La voce di Brian Rosebury, probabilmente il più importante tra chi ha studiato l'opera di Tolkien in una prospettiva letteraria, è ancora fatalmente minoritaria e inascoltata, aggravata, forse, dalla formazione mista di Rosebury che certo non attenua l'impopolarità delle sue opinioni.

Se è impossibile avere una discussione seria tra letterati anglo-americani, difficile aspettarselo tra letterati di area neolatina, dove la superiorità del classicismo è quasi un dogma. Per quello che c'interessa direttamente, in Italia esistono pochissimi atenei che abbiano aperto le proprie porte all'opera del Professore di Anglosassone di Oxford e quasi sempre si tratta di Dipartimenti di Inglese e di Filologia Germanica: molto lo dobbiamo al lavoro di Associazione Italiana di Studi Tolkieniani, i cui soci costituiscono lo zoccolo duro del Gruppo di Studio. Ora hanno affrontato una sfida anche più impegnativa, insieme alla casa editrice Effatà. Un nuovo testo spalanca la discussione letteraria prendendo a prestito le definizioni di Italo Calvino, proclamando che sì, Tolkien è un classico perché "Non ha mai finito di dire quel che ha da dire".
La chiave argomentativa è comparativa: nel paragone con alcuni dei principali autori classici, medievali e moderni, gli autori chiamati a raccolta hanno evidenziato che Tolkien non teme il confronto con nessuno dei Grandi. E se l'ultimo saggio del libro (di Norbert Spinasorprende un po' i benpensanti (cosa che, dicevamo, ai tolkieniani piace molto), perché è chiamato in causa nientemeno che Giovannino Guareschi, i curatori Roberto Arduini (presidente AiST), Cecilia BarellaGiampaolo Canzonieri Claudio Testi si sono buttati in prima linea anche loro insieme ad altre vecchie conoscenze degli studi su Tolkien in Italia, come i pionieri Saverio Simonelli Andrea Monda e la sempreverde Chiara Nejrotti, al Call of Papers hanno partecipato anche autori giovanissimi come Stefano Giorgianni e la nostra Sara Gianotto, la cui partecipazione ci riempie d'orgoglio; perfino, contributi esteri. Tolkien e i Classici riuscirà a farsi strada nei corridoi delle nostre università o almeno a convincere i lettori italiani che fantasy è decisamente riduttivo per raccontare J.R.R. Tolkien? Ci auguriamo almeno che sia un primo passo importante. Per scoprire tutto sulla pubblicazione non dovete fare altro che andare sull'articolo AiST di presentazione, di cui il presente è solo una premessa di contesto.

Vai all'articolo AiST su Tolkien e i Classici →
(seguite i link per leggere in anteprima il saggio di Cecilia Barella su Kenneth Grahame)

Acquista l'ebook in formato Kindle Amazon

dal format qui di fianco
(puoi leggere un estratto)

oppure

in formato .epub sul sito di Effatà

L'edizione cartacea sarà disponibile
prossimamente.

 

 Il presidente e curatore Roberto Arduini terrà la prima presentazione del libro, il suo saggio su Chaucer,
all'Istituto Filosofico di Studi Tomistici di Modena, stasera alle 20.45.

 

Informazioni aggiuntive

  • Status: Tradotto
Letto 2633 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Marzo 2015 13:22

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